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Amore Criminale, forse l’unico programma tv che prova a spiegare la violenza degli uomini contro le proprie compagne

Il logo della trasmissione

È alla quarta serie, Amore Criminale, il programma di Rai tre, condotto da Camila Raznovich che racconta storie di cronaca di morti violente e persecuzioni di uomini contro le proprie compagne. Il programma va in onda tutti i mercoledì alle 21 e utilizza la docufiction per ricostruire personaggi e situazioni. Aldo Grasso su Corriere Tv l’ha definito morboso, a me sembra invece, che scelga uno strumento realistico come la docufiction, che mixa i fatti veri della cronaca a ricostruzioni verosimili, per provare a spiegare un fenomeno altrimenti difficile da affrontare.

Le storie si alternano a interviste a parenti e amici delle vittime e ad avvocati. Novità di quest’anno sono la prima serata e il racconto delle donne sopravvissute, e di come  siano riuscite a ricostruirsi una vita nonostante le violenze subite. Come per le edizioni passate, la sigla è “Each man kills the thing he loves” cantata da Jeanne Moreau.

Each man kills the thing he loves, by each let this be heard.
Some do it with a bitter look, some with a flattering word.
The coward does it with a kiss, the brave man with a sword.
Some kill their love when they are young, some when they are old.
Some strangle with the hands of lust, some with the hands of gold.
The kindest use a knife because, the dead so soon grow cold.
Some love too little, some too long, some buy and other sell.
Some do the deed with so many tears, and some without a sigh.
For each man kills the thing he loves, yet each man does not die.

LE PUNTATE

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