Si continua a parlare di raptus, anche se non se ne afferra il significato. Com’è che i raptus alle donne non vengono.
Il Corriere:”Raptus della guardia carceraria. Uccide l’ex compagna e si spara”
Si continua a parlare di raptus, anche se non se ne afferra il significato. Com’è che i raptus alle donne non vengono.
Il Corriere:”Raptus della guardia carceraria. Uccide l’ex compagna e si spara”
Ha cercato di difendersi, ha chiamato anche la vicina ma il marito l’ha riportata in casa e uccisa con nove coltellate, al collo, al torace e all’addome. Così Luigi Marenzi, 51 anni, ha ammazzato la moglie Silvia Betti, 48 anni, dopo 17 anni insieme perché come ha confessato al pm, lei voleva separarsi. La coppia viveva a Treviglio, in provincia di Bergamo e proprio martedì avrebbero dovuto vedere il legale per firmare le carte della separazione. Il marito è stato arrestato mentre si preparava alla fuga.
L’ennesima lita e Simonetta Agostini, 51 anni, prende un coltello da cucina e colpisce il marito, Paolo Scrinzi, di 64 anni che muore in ospedale. La coppia, sposata in seconde nozze (Scrinzi era vedovo e Agostini è divorziata) litigava spesso e l’ennesima incomprensione ha scatenato l’ira della donna che prima ha accoltellato il marito e poi chiamato i soccorsi. La coppia viveva a Villa Lagarina, in provincia di Trento.
Come in Pakistan, la loro terra d’origine, ma anche Iran, Marocco, Afganistan….le donne si ribellano alla violenza privata domestica e gli uomini della famiglia le ammazzano o mutilano a vita. È successo a Modena, dove Ahmad Khan Butt, operaio di 53 anni ha colpito a morte con un mattone la moglie, Begm Shnez, di 46 anni colpevole di aver difeso la figlia ventenne che non ne voleva sapere di un matrimonio combinato. La coppia, pachistana, era da dieci anni in Italia e aveva due figli, Nosheen e Humair. Quest’ultimo, mentre il padre ammazzava la madre ha preso una spranga e ridotto in fin di vita la sorella che più volte aveva manifestato di volersi sposare per amore e non con il primo cugino come la tradizione vorrebbe. La madre, vittima di un matrimonio combinato aveva sostenuto la figlia nel suo intento. Le lite in famiglia erano continue tanto che Begm si era già rivola ai Carabinieri ma non aveva sporto denuncia. Per la legge del suo paese, non poteva chiedere il divorzio dal marito anche se violento.
I vicini hanno tenuto lontani i curiosi dal luogo dell’omicidio: “È una cosa che non vi riguarda, è un delitto in famiglia”. La ventenne Nosheen, dopo 4 giorni è uscita dal coma e ha subito chiesto della madre, i medici ancora non le hanno detto che è morta.Il gip Domenico Truppa ha convalidato l’arresto per padre e figlio che sono accusati di omicidio e concorso in omicidio con l’aggravante della premeditazione. Humair, quel giorno, tornando a casa alla madre avrebbe detto:”ti devo uccidere”.
Era ritornata nella casa dove aveva convissuto con il marito e i quattro figli solo per prendere alcuni documenti. Ma lui l’ha ammazzata con un lungo coltello da cucina e due colpi alla schiena. L’uomo, Raniz Draka, 5o anni, albanese non accettava che la moglie, Zabina Kazanxhiu, 48 anni, di cui 20 insieme avesse deciso di lasciarlo. Questo ha dichiarato ai Carabinieri di Cavenago Brianza, in provincia di Monza giunti sul posto.