Si continua a parlare di raptus, anche se non se ne afferra il significato. Com’è che i raptus alle donne non vengono.
Il Corriere:”Raptus della guardia carceraria. Uccide l’ex compagna e si spara”
Si continua a parlare di raptus, anche se non se ne afferra il significato. Com’è che i raptus alle donne non vengono.
Il Corriere:”Raptus della guardia carceraria. Uccide l’ex compagna e si spara”
Eli sabetta Francia racconta nel docufilm “Parla con lui” le violenze degli uomini contro le donne. In eslcusiva su L’Espresso.it una clip.
Grazie a Daniela Sala
“Abbiamo incontrato una grande afasia maschile”, racconta Elisabetta Francia nell’articolo di Assunta Sarlo su L’Espresso , “né è stato facile ascoltare uno che dice “Nei miei pensieri è piacevole prendere una donna con la forza”. Ed è preoccupante, aggiunge la regista “scoprire quanto resistano o forse tornino in auge anche tra i ragazzi stereotipi e modelli familiari arcaici. C’è un grande spaesamento rispetto all’autonomia conquistata dalle donne”.
Non mi stupisce che si sia afasia tra gli uomini e anche tra i ragazzi. Il modello di mascolinità non è cambiato con l’emancipazione della donna. E molte ragazze dichiarano ancora di preferire l’uomo macho, un po’ rude, che poi cosa nasconde? La violenza.
E’ stato Niccolò Walter Vivado, compagno di Kamila Lysadorska, ad ucciderla, accoltellandola nel bagno del suo appartamento. L’uomo, 37 anni, e dipendente di un’azienda di pulizia, ha ammesso di averla uccisa la scorsa notta perché lei non voleva più vederlo. Il corpo è stato scoperto dai figli di Kamila, di 5 e 7 anni e sono andati dalla vicina di casa che ha dato l’allarme. La donna, 31 anni, polacca, abitava ad Albisola Marittima, in provincia di Savona ed era separata dal marito.
Una donna albanese ha tentato di uccidere a colpi di postola il marito, un panettiere. La coppia abita a Novate Milanese, e la donna ha riferito ai Carabinieri di essere esasperata dalle continue violenze del marito. Sabato, dopo l’ennesima lite la donna ha impugnato una pistola calibro 6 e ha sparato più colpi contro il coniuge che però non è in pericolo di vita. Su consiglio dei genitori la moglie ha chiamato le forze dell’ordine che l’hanno portata al carcere di San Vittore.
Ha cercato di difendersi, ha chiamato anche la vicina ma il marito l’ha riportata in casa e uccisa con nove coltellate, al collo, al torace e all’addome. Così Luigi Marenzi, 51 anni, ha ammazzato la moglie Silvia Betti, 48 anni, dopo 17 anni insieme perché come ha confessato al pm, lei voleva separarsi. La coppia viveva a Treviglio, in provincia di Bergamo e proprio martedì avrebbero dovuto vedere il legale per firmare le carte della separazione. Il marito è stato arrestato mentre si preparava alla fuga.